• La conduttura del gas si rompe: migliaia gli evacuati a Londra

    www.giornaledibrescia.it
  • Castelvecchio di Rocca Barbena conquista la bandiera arancione per il turismo

    www.savonanews.it
  • Filippine, fa paura il vulcano Mayon: allerta 4, evacuazioni

    www.rainews.it
  • Il Cavaliere e le «garanzie» all'Ue sul patto con Salvini

    www.ilsole24ore.com
  • Fermato presunto reggente cosca emiliana

    www.ansa.it
  • Berlusconi punta sul rilancio: "Torni l'Europa dei popoli"

    www.ilgiornale.it
  • Camorra, colpo al clan Moccia: 45 ordinanze di custodia

    napoli.repubblica.it
  • Lo shutdown del governo degli Stati Uniti è finito

    www.ilpost.it
  • Flat tax al 23%, incognita costi e vantaggi reddito per reddito

    economia.ilmessaggero.it
  • Giappone, eruzione e valanga sulle piste da sci: un morto e numerosi feriti

    www.repubblica.it
  • Marijuana: allo Stato conviene legalizzarla?

    www.corriere.it
  • Juve al minimo

    www.lastampa.it
  • Moby Prince, tutte le carte su menzogne e omissioni

    www.corriere.it
  • Napoli, agguato di camorra, uccisa una 43enne con diversi precedenti penali

    napoli.repubblica.it
  • Caserta, uccide la moglie e spara ai passanti: 5 feriti | Barricato per ore, poi si spara in testa e muore

    www.tgcom24.mediaset.it
  • CASSINO, PADRE ACCUSATO DI STUPRO DALLA FIGLIA SI SUICIDA/ Avvocato famiglia: “Qualcuno ora prova sollievo”

    www.ilsussidiario.net
  • Pedofilia, Papa Francesco: "Ho sbagliato a chiedere le prove alle vittime, per loro è stato uno schiaffo"

    www.repubblica.it
  • Thailandia, cadavere smembrato e bruciato: è un italiano

    www.rainews.it
  • Sappiamo chi saranno i candidati del M5S in Parlamento (un pezzo, almeno)

    www.ilpost.it
  • Agrigento, blitz con 56 arresti. La mafia chiedeva il pizzo ai centri di accoglienza per rifugiati

    palermo.repubblica.it
  • Trump impone dazi su lavatrici e pannelli solari: Corea del Sud e Cina insorgono

    La Corea del Sud sottoporrà alla Organizzazione mondiale del commercio (Wto) una petizione contro i dazi varati dagli Usa su pannelli solari e lavatrici importati da Seul: una...

    Fuga di gas, in strada 1.400 persone: evacuati anche un albergo e un night

    Circa 1.450 persone sono state evacuate da un nightclub e da un albergo di Londra, nel West End, a causa di una fuga di gas. Lo hanno riferito fonti dei vigili del fuoco, secondo cui l'allarme è scattato poco dopo le due ora di Londra, a Craven Street, nel cuore turistico della capitale britannica. Tutte le strade vicine sono state chiuse, come la stazione della metropolitana di Charing Cross, «per precauzione e si consiglia agli automobilisti ed ai motociclisti di evitare la zona». A provocare la fuga di gas sarebbe stata la rottura di una conduttura, si legge sul sito della Bbc. Martedì 23 Gennaio 2018, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 23-01-2018 08:28

    La madre di Bocelli spiazza gli abortisti

    Redazione Spettacoli Edi Aringhieri rivela: portai a termine la gravidanza contro il parere dei medici. L’annuncio non è inedito ma ha fatto scalpore: «Mi dissero di abortire perché mio figlio sarebbe nato con una malattia congenita che l’avrebbe portato a perdere la vista. Ma non lo feci». È una mamma accorata e quasi commossa Edi Aringhieri Bocelli quando a Domenica In su Raiuno ha rivelato a Cristina Parodi questo retroscena che riguarda il figlio Andrea. Grazie a questa decisione, lui è nato ed è diventato uno dei tenori più famosi del mondo nonché il cantante italiano più conosciuto all’estero. Durante l’intervista nella rinnovata Domenica In (che ha ritrovato più smalto) la signora ha ricordato di essere arrivata in ospedale «a causa di forti problemi al ventre». Dopo le analisi, le dissero che Andrea sarebbe nato con un glaucoma congenito, che lo avrebbe reso ben presto cieco. Ma lei ha deciso lo stesso di continuare la gravidanza portandola a termine. Una decisione che, rivelata in questi giorni, potrebbe spaccare, o perlomeno far trasalire, il fronte abortista. Andrea Bocelli diventò completamente cieco all’età di circa dodici anni, anche se prima aveva manifestato alcuni sintomi molto preoccupanti. Ad esempio, ha ricordato la donna, il figlio iniziò ad avvertire fastidio di fronte alla luce solare. Poi la situazione precipitò e la luce sparì definitivamente. Però fu un periodo di grande crescita per il giovane Bocelli. Sempre la madre Edi: «In un ospedale di Torino mio figlio conobbe un uomo russo grande amante della musica sinfonica, che ascoltava tutto il giorno durante il ricovero. Fu allora che Andrea si rese conto di essere affascinato da quel genere, arrivando persino a non rendersi conto di trovarsi in una clinica per sopportare le cure. Ascoltava la musica attraverso le mura, quasi affascinato». Da allora, nonostante la gravissima malattia, la sua strada era aperta. Oggi, nonostante «le tre lauree» come ricorda orgogliosa la madre, è un personaggio di livello mondiale, l’unico che al momento sappia tenere in alto ai massimi livelli la nostra tradizione del bel canto. La mamma ha spiegato alla Parodi che «ho voluto raccontare questa storia per dare forza alle famiglie che affrontano situazioni simili a quella vissuta da me e dalla mia famiglia». Dopo essersi laureato, Andrea Bocelli continuò a suonare e cantare, studiando e registrando musica «nello studiolo che avevo fatto in casa», come ha raccontato in una intervista video. Per mantenersi, faceva tante date come pianista di pianobar, arrivando anche a presentare un brano in tv da Toto Cutugno che ne riconobbe l’indubbio valore. Poi la vittoria di Sanremo tra i giovani e il quarto posto dell’anno successivo di Con te partirò, brano che è diventato una hit mondiale e lo ha consacrato nell’Olimpo dei più grandi cantanti italiani di sempre.

    Ligabue, la videointervista: 'Una seconda parte di Made in Italy? No, non ci sarà: fare un altro concept album sarebbe troppo pretenzioso' - GUARDA

    Il seme vero e proprio lo ha rappresentato "Non ho che te", una canzone che il rocker di Correggio aveva inserito, come inedito, all'interno dell'album dal vivo "Giro del mondo". Parlava di una persona che perdeva il proprio posto di lavoro e che in seguito al licenziamento sprofondava in una brutta crisi. Era il 2015. Di lì a poco Ligabue avrebbe cominciato a scrivere un concept album dedicato alla storia di Riko, un uomo comune alle prese con un matrimonio da ricostruire, un posto di lavoro da difendere e qualche crisi da risolvere. È stata proprio la storia di Riko a convincere il Liga a tornare a dirigere un film, a distanza di diciotto anni dall'ultima volta: "Stavolta avevo una storia da raccontare", ha detto il cantautore. "Made In Italy", il film nelle sale dal 25 gennaio, è tratto proprio dalle canzoni dell'omonimo disco, uscito nell'autunno del 2016: "Le canzoni hanno un ruolo prima di tutto ispiratore, perché 'Made in Italy' è un concept album e quindi come tale si prefigge di raccontare una storia attraverso canzoni, messe in un certo ordine", spiega Ligabue a Rockol, "quando la sceneggiatura è stata scritta, ho cominciato a tirar dentro le canzoni. Nel senso che parte del film si ancora alle canzoni in partenza, cioè alcune scene nascono proprio dalle canzoni. Poi, però, il film si sviluppa ancora di più, a livello di sceneggiatura: l'album finisce più o meno a metà del film stesso ed è come se ci fosse una seconda parte che nel disco non è raccontata. E soprattutto, c'è la possibilità di dar vita ai personaggi, che nel disco sono visti solamente da lontano".

    Roma-Chelsea, tutto fatto per Dzeko

    Il Tempo (E.Menghi) – Il Big Ben di Londra scandisce silenzioso le ultime ore d’attesa di un affare ormai chiuso che porterà Dzeko e Palmieri al Chelsea: è tutto fatto,...

    Genoa, Ballardini: "Juve messa in difficoltà, sono orgoglioso dei miei"

    TORINO - Il tecnico del Genoa, Davide Ballardini, commenta la sconfitta per 1-0 sul campo della Juventus. Un ko che arriva dopo quattro risultati utili consecutivi. "TIMIDI NEL PRIMO TEMPO" - "Il Genoa nel primo tempo è stato timido, si poteva fare meglio, poi ha disputato un'ottima partita, ha messo in difficoltà la Juventus, creando situazioni in cui potevamo essere pericolosi. Non posso che complimentarmi con i miei giocatori, che hanno giocato qui con personalità e condizionare la Juventus significa che si è fatto qualcosa di buono. E questo mi rende orgoglioso", dice Davide Ballardini ai microfoni di Premium Sport.

    Torino, vasi romani ed etruschi in salotto: confiscati 200 reperti

    Confiscati oltre duecento reperti archeologici, di origine etrusca e romana, dal valore di circa 300mila euro, trovati nella casa di un noto antiquario torinese, morto sei anni fa. I carabinieri avevano "scoperto il tesoro", custodito in una credenza del salotto, quando nel settembre 2012 erano intervenuti per sedare una lite tra gli eredi dell'antiquario.

    Neil Diamond: ho il Parkinson Annunciato il ritiro dalle scene

    Il cantante, 77 anni, a cancellato le date dei suoi concerti già fissate. Ringraziando il suo pubblico, ha fatto sapere che continuerà a scrivere e incidere dischi

    Caos Cavs: i compagni prendono di mira Kevin Love

    Caos Cavs: i compagni prendono di mira Kevin Love. In un incontro di squadra prima dell'allenamento, i compagni hanno messo in dubbio la legittimità del malore provato da Kevin Love, andato via dalla debacle con gli Oklahoma City Thunder durante l'intervallo e assente il giorno dopo in allenamento. Solo quando il lungo ha potuto spiegare le sue ragioni la situazione è tornata a calmarsi. Parole chiave: kevin love , cleveland cavaliers

    Elezioni 2018, la scena muta di Delrio: “Junker soddisfatto dall’incontro con Berlusconi?”. Non risponde e se ne va

    Il ministro Graziano Delrio questa sera ha partecipato al convegno del Pd dal titolo “Adesso la Lombardia, per la politica che vuole fare meglio”. A margine dell’evento ha voluto fare il suo in bocca al lupo a Gori: “Sono qui per sostenere Gori che ha una proposta forte per la Lombardia e che può cambiare […] L'articolo Elezioni 2018, la scena muta di Delrio: “Junker soddisfatto dall’incontro con Berlusconi?”. Non risponde e se ne va proviene da Il Fatto Quotidiano.

    Esordio hot per Stefano De Martino all'Isola dei Famosi

    Bello, spigliato e sexy. L'esordio di Stefano de Martino all'Isola dei Famosi è già un successo. L'ex ballerino di Amici e nuovo inviato dell'Isola in onda su Canale 5 si è collegato con lo studio direttamente dall'elicottero

    La tristezza di Dzeko e l’orgoglio dei suoi tweet. È il momento di Schick, domani vuole la Samp

    La Repubblica (F.Ferrazza) – Un addio lento e, per certi versi, struggente, perché Edin Dzeko lo avrebbe volentieri evitato. E così, mentre il suo trasferimento al Chelsea diventa sempre più realtà, l’attaccante ha ieri condiviso su Twitteruna statistica che lo vede coinvolto — da quando ha esordito con la maglia giallorossa nell’agosto del 2015 — in ben 64 dei gol realizzati dalla Roma, mettendone a segno 46. Sono invece 18 le reti arrivate grazie a un suo assist, per numeri che il ragazzo mette in evidenza, gonfiando virtualmente il petto mentre è in ritiro con i compagni a Milano. In ritiro e in piena trattativa per trovare l’accordo con il club inglese, mentre Di Francesco ha analizzato il pareggio contro l’Inter, preparando subito la gara di domani sera contro la Sampdoria. Dzeko ha incontrato nell’hotel di Cornaredo — dove i giallorossi alloggiano — il suo manager italiano, Martina, per una situazione che inevitabilmente distoglie le energie mentali del bosniaco che a San Siro è stato tra i peggiori in campo. Di contro, quasi fiutasse che il suo momento sta arrivando, Schick si è messo in mostra durante la partitella di allenamento di ieri, realizzando un gol a pallonetto, di sinistro, dalla distanza. In attesa che si definisca la trattativa per Dzeko, da capire se Di Francesco deciderà di schierare Patrik, contro la sua ex squadra, la Samp, anche se dopo la gara con l’Inter il tecnico ha ammesso di voler far giocare Edin fin quando lo avrà a disposizione. Chiusa nel frattempo — in attesa di quella del numero nove — la questione legata al trasferimento al Chelsea di Emerson, per una ventina di milioni.

    Torino, indagato il portavoce della Appendino

    Redazione Luca Pasquaretta, portavoce della sindaca di Torino Chiara Appendino, ha ricevuto un avviso di garanzia per presunte irregolarità riscontrate dagli inquirenti nell'organizzazione della proiezione della finale di Champions League del 3 giugno scorso al Parco Dora di Torino, «parallela» alla serata organizzata in piazza San Carlo (dove nella calca seguita a un falso allarme morì una donna). In particolare i reati contestati al portavoce sono l'apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento, invasione di terreni o edifici e deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Gli accertamenti sulla proiezione al Parco Dora sono una costola della maxi-inchiesta sui fatti di piazza San Carlo, dove sono indagate ventuno persone (tra cui la sindaca Chiara Appendino, l'ex questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone) per disastro, lesioni e omicidio colposo.

    Isola dei Famosi, Francesca Cipriani sull'aere: «Scendi non voglio morire», le sue urla sono già cult

    Attacco di panico in diretta tv per Francesca Cipriani all'Isola dei Famosi. La bombastista showgirl era sull’elicottero pronta per tuffarsi, ma al momento di lasciare le cuffie ha iniziato a urlare all'elicotterista “Scendiiiii, abbassaaa, non voglio morire”. GUARDA IL VIDEO Inizialmente sia la Marcuzzi che i due opinionisti in studio pensavano stesse scherzando, Mara Venier prova a sdrammatizzare: "Francesca - dice - Buttati che tanto a galla ci rimani!". Ma la Cipriani continua a urlare e strattonare l'elicotterista, a questo punto la Marcuzzi la fa rientrare sulla terra ferma per cercare un'altra soluzione. per ora la Cipriani non è sull'Isola con gli altri naufraghi. Le sue urla sui social sono già un cult, su twitter ci sono già le gif a disposizione.

    Alemao: questo Napoli è da scudetto. «Veramente forte come il nostro»

    Ricardo Rogerio De Brito, uno scudetto e una Coppa Uefa con il Napoli, conosciuto più semplicemente come Alemao per via dei capelli (pochi) biondi e la carnagione chiara, non proprio...

    In bianco, nero e mascherata Il surrealismo austero di Dior

    Daniela Fedi La "furia italiana" di Maria Grazia Chiuri, che si ispira a Leonor Fini per disegnare abiti che riflettono magia. Parigi - «Una furia italiana a Parigi» dice un'elegante signora francese uscendo dal fantasmagorico tendone nel giardino del museo Rodin in cui Maria Grazia Chiuri ha appena fatto sfilare l'alta moda di Dior per la prossima primavera-estate. «Parla di lei» pensi guardando in cagnesco la signora che intanto dribbla con le sue scarpette di satin le pozzanghere fangose sul percorso. Invece Madame oltre a sapersi vestire e muovere conosce bene Leonor Fini, musa ispiratrice di questa potente collezione in quanto artista, costumista e sceneggiatrice legata al movimento surrealista. Max Ernst la definiva «una furia italiana a Parigi», Christian Dior vendeva le sue opere, André Breton la cita nel film Le chien andalou mentre Federico Fellini le avrebbe proprio chiesto aiuto per la sceneggiatura di 8 e mezzo. Insomma una donna straordinaria che costruiva la sua immagine come un'opera d'arte e che oggi sarebbe una delle più grandi influencer del web grazie ai suoi principi tipo: «Non c'è niente di più falso dell'essere naturali» oppure «Le maschere non nascondono ma rivelano come sei». Da qui l'idea delle maschere al contrario che la Chiuri ha fatto realizzare da Stephen Jones ma soprattutto degli abiti che non sono mai quel che sembrano. Le pieghe diventano pagine di un libro, le righe s'inseguono, fanno un giro strano e poi ritornano lì dove devono essere in un magico studio prospettico da atelier. C'è un tailleur da giorno nero che visto da davanti è dritto e lineare, con la gonna leggermente svasata. Invece sul fianco sinistro ha una teoria di piegoline segrete che , non si sa come, slanciano moltissimo la figura. Il 70 per cento dei capi è in bianco e nero, «i colori del subconscio» dice la Chiuri che stavolta ha sperimentato cose ai confini della realtà come la rete di crinolina che forma una specie di gabbia sul corpo al posto del bustier oppure come l'incredibile rete metallica che riproduce alla perfezione un torso nudo femminile allo specchio. Insomma un gran bello spettacolo di moda nella stessa sala piena di simboli surrealisti dove poi ieri sera si è svolto un grande ballo in maschera. Eppure le voci impazzano su questa brava designer che viene chiamata «L'italienne» come a suo tempo accadde a Elsa Schiaparelli. Al suo posto fino a due giorni fa veniva dato per certo Hedi Slimane che invece il Gruppo LVMH ha appena nominato direttore artistico di Celine con l'estensione del brand all'uomo, all'alta moda e ai profumi. Adesso si riapre il toto-Dior, ma intanto lei con l'intelligenza che la contraddistingue ha dichiarato: «Sono contenta che torni nel Gruppo un simile talento, le persone talentuose vanno bene sempre, arricchiscono». Darle ragione è inevitabile anche e soprattutto dopo aver visto l'egregio lavoro che ha fatto con i suoi soli mezzi Antonio Grimaldi, uno dei pochi designer che merita a pieno titolo il nome di couturier. «Sfilare a Parigi è un sacrificio enorme, ma adesso so che sono nel posto giusto» dice poco prima di far sfilare i suoi 33 modelli ispirati da un viaggio in Cambogia e Vietnam con un'onirica visione delle donne-soldato in salopette verde ricamata da micro cristalli dorati che poi diventano come i templi di Angkor Wat al tramonto con le statue d'oro rosa inglobate nella foresta. Tutt'altra atmosfera nella pre collezione di Miu Miu presentata in forma statica. I portavoce della maison parlano di una ragazza borghese e ribelle con le gonne a palloncino, il montgomery in tartan Black Watch, perle e diamanti come se piovesse e tanta maglieria. A noi pareva di rivedere Lady Diana. Prima che Versace le spiegasse di cosa parliano quando parliamo di stile.

    Castellitto: "Chinnici, uomo e magistrato che non aveva voglia di diventare eroe"

    Paolo Scotti L'attore nei panni del padre del pool antimafia assassinato nel 1983. Un uomo. Un marito, un padre. E un magistrato. Definirlo anche «eroe» sarebbe, per Sergio Castellitto, quasi superfluo: «Rocco Chinnici non aveva alcuna voglia di diventare eroe considera l'attore, che in Rocco Chinnici (film tv in onda stasera su Raiuno) interpreta il padre del pool antimafia, assassinato a Palermo nel 1983 - lui cercò solo di essere un uomo normale. E fu proprio questo a trasformarlo in un'icona». Ma com'è fatto un uomo che diventa eroe? «Come tutti gli altri uomini. Sveglia alle 4, il caffè alla moglie, alle 8 in ufficio. Nonostante i gravosissimi impegni, trovava perfino il tempo di fare il rappresentate scolastico per i figli. E non mancò mai un consiglio di classe. Ecco: soprattutto in questo sta la grandezza del personaggio. Fu un grande padre. L'atto d'amore più alto di un padre è quello di consegnare a suo figlio la libertà. Chinnici accettò che sua figlia facesse il magistrato. Perfino quando capì che così si sarebbe esposta ai suoi stessi rischi. E non è eroismo, questo?». Chinnici fu il primo magistrato ad intuire che la mafia aveva legami con i poteri politici e industriali. «E cioè che non solo c'era (erano ancora gli anni in cui la mafia non esisteva) ma che si era laureata. Che cioè s'era insediata nelle borse, nei palazzi, che era addirittura esportata all'estero. Il suo sacrificio è servito? Certo. Ma non so se la guerra contro la mafia potrà essere vinta fino in fondo. Si: sono pessimista. Fare fiction come questa, però, è comunque importante. Perché lasciano una traccia indelebile, che può resistere alla capacità divoratrice della memoria. Rappresentare comunque un monito». Dopo Ferrari, Coppi, padre Pio, don Milani, Rossini, eccola incontrare un'altra icona della storia patria. «Per un attore vestire i panni di un personaggio realmente esistito è un'occasione formidabile. Puoi leggere documenti, visionare i filmati, conoscere i parenti. Puoi entrare nella vita di un altro per in qualche modo - ridargliela. Ma secondo la tua sensibilità. Nel caso di Chinnici, il meno mediatico tra gli eroi antimafia (ancora non siamo ai tempi di Falcone e Borsellino, in qualche modo costretti a diventarlo) indispensabile è stata la collaborazione con la figlia Caterina, dal cui libro intitolato E' così lieve il tuo bacio sulla fronte è tratto il film. Ci ha fornito tutti i dati possibili. Ma poi ci ha lasciato totalmente liberi di svilupparli come volevamo». Verso il finale del film c'è, tra padre e figlia, uno sguardo molto vero, molto intenso. «Sono felice che sia stato notato. E' proprio attraverso quello sguardo che abbiamo cercato di far passare, un'ultima volta, l'amore, il rispetto, il senso di confidenza, di libertà e di amicizia che c'era fra loro. Se lo scambiano mentre il padre coltiva le sue rose. Già: perché quest'uomo era anche un animo gentile, nonostante fosse tutti i giorni a contatto con i delitti più efferati. Chissà: forse fu eroe anche per questo».

    Troppo Berdych per Fognini

    Redazione Finito negli ottavi il sogno azzurro. Fuori pure Djokovic. Dopo Seppi, nulla da fare anche per Fabio Fognini, fermato agli ottavi di finale degli Australian Open dal ceco Tomas Berdych, 19esima testa di serie, che si è imposto 6-1, 6-4, 6-4 in due ore e otto minuti di gioco. Per i due azzurri, comunque, buone sensazioni e tanta fiducia per il resto della stagione. Nessun problema invece per Federer. Re Roger, numero 2 atp e campione in carica, si è sbarazzato con il punteggio di 6-4 7-6 6-2 dell'ungherese Marton Fucsovics, numero 80 Atp, alla prima apparizione negli ottavi di uno Slam. Lo svizzero è l'unico ad aver raggiunto i quarti di finale senza cedere un set. Finisce invece l'avventura a Melbourne per Novak Djokovic. Il serbo, numero 14 del seeding e al debutto stagionale dopo un lungo stop per i problemi al gomito destro, è stato sconfitto dal 21enne sudcoreano Hyeon Chung, numero 58. È la prima volta che un giocatore sudcoreano raggiunge i quarti in un torneo dello Slam. Chung sfiderà l'americano Tennys Sandgren, che ha eliminato il n. 5 Thiem. Per quanto riguarda il tabellone femminile, la numero 1 del mondo Simona Halep si è qualificata per i quarti di finale, piegando la resistenza della giapponese Naomi Osaka (6-3, 6-2). Bene anche Madison Keys, la statunitense numero 20 del mondo, e l'ex n.1 Angelique Kerber, che hanno eliminato rispettivamente Caroline Garcia e Su-Wei Hsieh.

    Finanziamenti alla politica “ancora poco trasparenti”. Con donazioni anonime ai singoli candidati tramite fondazioni

    Una legge sul finanziamento ai partiti approvata nel 2014 dal governo guidato da Enrico Letta. Ed entrata a regime nel 2017, con l’azzeramento totale dei vecchi rimborsi elettorali, rimpiazzati dal sistema del 2 per mille, in favore dei movimenti politici iscritti nell’apposito registro. Ma che secondo Riparte il futuro, l’organizzazione non-profit impegnata contro la corruzione per promuovere la […] L'articolo Finanziamenti alla politica “ancora poco trasparenti”. Con donazioni anonime ai singoli candidati tramite fondazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.

    Neil Diamond ha il Parkinson: annunciato il ritiro dall’attività live

    Il cantautore e compositore statunitense Neil Diamond ha ufficialmente annunciato il ritiro dall’attività dal vivo a causa della sua recente diagnosi di Parkinson. La terza tappa del suo tour per il cinquantesimo anniversario di carriera, che doveva iniziare il prossimo marzo con date in Australia e Nuova Zelanda, è stata cancellata come raccomandato dal suo medico.

    Inter e Roma le nuove maestre dell’antigol

    Il Giornale (R.Signori) – L’ultimo velo è caduto davanti agli occhi del maestoso San Siro: Inter e Roma sono diventate maestrine dell’antigol. O peggio: damigelle di corte e niente più.

    Giappone, l'eruzione del vulcano Kusatsu-Shirane

    Erutta il vulcano Kusatsu-Shirane, cenere e pietre fino a un chilometro di distanza: colpita una cabinovia, ferite quattro persone. Una persona è rimasta invece intrappolata sotto la valanga seguita all’eruzione. Luca Romano

    Lettera d'amore all'Italia: "Siamo brava gente in mezzo a tanti disastri"

    Cinzia Romani La star è il regista del film ispirato al suo disco: "Parla di persone comuni, ma serie e oneste" Lettera d'amore all'Italia. Firmata Ligabue, la rockstar di Correggio che lancia la sua commedia corale Made in Italy (da giovedì, con 440 copie distribuite da Medusa) come una freccia nel cuore palpitante di chi si riconosce nel Belpaese, martoriato e stupendo com'è. Sì, è una fiamma mai spenta, la sua, dai tempi di Radiofreccia (1998) e Da zero a dieci (2002), quando raccontare storie di ordinaria quotidianità, che si fa epos o dramma tra Rimini e Correggio, significava stare al passo con le canzoni e i concept album del cantautore. Seguendo la gente semplice e corretta, quella che non ha voce e ubbidisce alla legge del furiere: fare il proprio dovere. Come in questo film sentimentale, «con stati d'animo tirati in faccia allo spettatore», per dirla schietta col rocker-regista, di ritorno sul grande schermo a vent'anni dal suo esordio e a due dall'undicesimo album omonimo del film. Dove il protagonista Riko (Stefano Accorsi, a rischio inflazione: a breve, lo vedremo nel nuovo film di Muccino), operaio a 1.200 al mese in una ditta che insacca mortadella, manda giù rabbie e frustrazioni, spegnendo la tv se il tg parla di economia. «Lo spread! Sono riusciti a farmi stare in pensiero per lo spread!», lamenta il povero cristo, sposato con la parrucchiera Sara (Kasia Smutniak). I due sono in crisi, nonostante la passione che li cementa, e a complicare le cose interverrà il licenziamento di Riko. Intorno, i sodali di una vita, Correggio con le sue colline, il Po che inghiotte un amico malato e che potrebbe trascinar via anche l'operaio disoccupato, se questi non scoprisse la forza del cambiamento. Una nuova città, Francoforte, dove lavorare. E una nuova vita: la moglie aspetta il secondo figlio... «Se ti àncori a due-tre certezze, non hai voglia di cambiare. Ma il cambiamento è una costante della vita. Cambia il nostro modo di guardare le cose. Made in Italy nasce come progetto balordo: è anacronistico fare un concept album negli anni Duemila. E so come oggi si ascolta la musica... Girare film è mestiere faticosissimo: è come progettare le emozioni», ragiona il Liga, abituato al fluire delle emozioni sul palco, come testimonia il record di Campovolo, straordinario concerto del 2015 (150mila persone all'aereoporto di Reggio Emilia), che omaggiava i suoi 25 anni di carriera e che è diventato il film-concerto più visto di sempre. Non è stato facile neanche inseguire per anni il produttore Domenico Procacci, pronto a negarsi al telefono: incerto il mercato, incerto il finanziatore. «Vedo l'Italia in una importante fase d'incertezza. Ho cominciato 10 anni fa, a raccontare il mio amore verso questo paese, con Buonanotte all'Italia. Mi chiedo perché nessun italiano faccia le vacanze a Roma, o una luna di miele in Italia. Siamo assuefatti alla sua bellezza e rassegnati al malfunzionamento», riflette il regista, che qui filma una Capitale mozzafiato, stupenda come da routine: dopo Beata follia di Verdone, è la seconda volta, a inizio anno, che la città splende di luce propria, al cinema, lontana dalle miserie di un'amministrazione volgare. Neanche per Kasia Smutniak è stato semplice girare sotto gli occhi del compagno e produttore, disposto a nascondersi sul set dopo il divieto di Kasia a presenziare. «Lavoriamo male insieme: Procacci mi mette in soggezione. Per il mio personaggio mi sono ispirata al coraggio delle donne, alla loro coerenza. La mia Sara è una donna risolta. Lavorare con Ligabue? Facile, perché già conoscevo la sua base musicale», racconta Kasia, riservata come una scolaretta sotto lo sguardo vigile del produttore, anche padre del loro figlio Leone. E se il cinema narra, perlopiù, storie di accattivanti cattivi, qui i personaggi autentici e «normali» abbondano, ricalcati sugli amici d'infanzia di Ligabue. «Di solito si cercano i cattivi, ma qui i personaggi sono autentici. Come il mio Riko, che passa attraverso una grande storia d'amore. E' importante dare voce alle brave persone: in questo film c'è tanta verità», sottolinea Accorsi, che ha una battuta formidabile: «Mio nonno ha costruito la nostra casa. Mio padre l'ha ampliata. E io non riesco a mantenerla». Un clic dell'Italia, adesso, a un passo dalle elezioni.

    Il brasiliano che ha stregato Roma, Diego Alves: «Ora Alisson è il Pelè dei portieri»

    Il Giornale (L.Guelpa) – « Quando ti trovi a dover competere con Ederson e Alisson, alla fine è meglio accontentarsi di essere riserva di entrambi. Sogno il mondiale con il Brasile, ma mi rendo conto di non avere possibilità di fronte a due colossi come loro. E adesso basta con questa storia dei portieri brasiliani scarsi». Diego Alves ammette la superiorità dei suoi due colleghi e in cuor suo sa che il ct verdeoro Tite lo chiamerà un po’ come fece Lippi con Peruzzi nel 2006, sperando nello stesso esito finale. L’ex portiere del Valencia, da qualche mese rientrato in patria nel Flamengo, è stato a un passo dal sostituire Alisson nella Roma. È accaduto quando l’estremo difensore giallorosso si stava per accordare con il Liverpool di Klopp. Il matrimonio sarebbe stato solo rimandato per celebrarsi in estate ( Real e Psg permettendo), ma nel frattempo i tifosi romanisti si godono il gigante che non ha nulla da invidiare a Donnarumma, Courtois o Neuer. Anzi, forse in questo momento il 25enne Alisson Becker è il miglior portiere in circolazione in Europa per tecnica, personalità e rendimento. I suoi numeri fin qui dicono 2.340 minuti giocati (26 partite), 21 gol subiti, 12 incontri a porta inviolata. La Roma ha la seconda miglior difesa della Serie A a pari merito con la Juventus e dietro al Napoli. Rispetto ai partenopei i giallorossi hanno subito il doppio dei tiri in porta, e Alisson il doppio delle parate effettuate. L’altra sera a San Siro contro l’Inter è stato a dir poco fenomenale. D’accordo, ha raccolto in fondo alla rete la conclusione di Vecino, ma per tutta la gara ha tenuto a galla la Roma dall’assalto nerazzurro. Il ragazzo ha numeri importanti, e ammette di essere cresciuto dopo aver iniziato a leggere pagine della Bibbia ed essersi sposato con Natalia, « che mi ha regalato serenità». La sua carriera è iniziata mentre si stava chiudendo quella del milanista Dida. Era il 12 ottobre del 2014: nella sfida del Brasileirao contro la Fluminense il tecnico dell’International di Porto Alegre, Abel Braga, decise di rimpiazzare Dida proprio con il ragazzone di origini tedesche (di Saarbrucken per la precisione) e che due anni dopo venne ceduto alla Roma per circa 8 milioni di euro. Oggi la sua valutazione di mercato vale almeno dieci volte tanto. « Ma lui non si preoccupa–...

    Riforma dell'Euro: Francia e Germania decidono da sole, l’Italia dorme (e si fa del male)

    Il metodo con cui Francia e Germania stanno imponendo la loro visione dell’Europa di domani dovrebbe far storcere il naso a tutti, europeisti e non. Eppure, in Italia, tutto tace. Finirà come per i parametri di Maastricht e col Fiscal Compact: che ci sveglieremo dopo, quando non serve a nulla.

    Il ritorno di Rod Stewart: "Ho vissuto al limite e vi canto i vizi del rock"

    Paolo Giordano A 73 anni ancora in tour: a Milano il 31 gennaio. "Il nuovo disco sarà più sincero e autobiografico" Quando sei un romanzo vivente, puoi anche permetterti il lusso di raccontare la tua vita: «Il mio nuovo disco sarà molto autobiografico, parlerò anche di me e dei miei abusi e delle esagerazioni del passato, uscirà prima dell'estate». Intanto Rod Stewart festeggia i 73 anni appena compiuti arrivando al Foum di Milano il 31 gennaio con uno show che lui riassume così: «Sarà molto eccitante». Se lo dice Sir Roderick David Stewart detto Rod, nato a Londra il 10 gennaio 1945 da genitori scozzesi, dal 1964 frequentatore abituale del rock e del blues (iniziò con Mick Fleetwood, John Paul Jones futuro Led Zeppelin e Jeff Beck), collezionista di trenini elettrici e di Ferrari (è uno dei pochi a possedere una Ferrari Enzo, che oggi vale circa 3,5 milioni di euro) c'è da credergli. Biondo scapigliato, voce graffiante e inconfondibile, volto segnato dagli eccessi e pure da un cancro alla tiroide che nel Duemila lo obbligò a re-imparare a cantare: «Ehi ma io non sono mai cambiato, gli anni passano ma lo spirito resta identico». E, parlando da Beverly Hills, conferma l'attitudine che lo ha reso una delle ultime icone del bel tempo che fu: è rimasto tale quale. Stessa voglia di stupire. Stessa indifferenza alle rughe sempre più profonde. Dopotutto, avendo venduto cento milioni di dischi (20 milioni solo con quelli sui classici americani) e potendo giocarsi brani come Sailing, Passion, Da ya think I'm sexy, Tonight's the night o Maggie May, il suo concerto è sostanzialmente il bignami di un'epoca. «Canterò e suoneremo per oltre due ore, nessun periodo della mia carriera sarà escluso e credo che sarà davvero il mio definitivo biglietto da visita». Quindi sul palco si ascolterà il Rod Stewart che diventò Rod the Mod, ossia Rod il ribelle, a fine anni Sessanta cantando nei Faces. Il rockettaro meno scatenato tra gli anni '70 e '80. E quello che incise con Sting e Bryan Adams il brano traino del film I tre moschettieri (All for love) prima di esplorare le radici dello swing americano. «Però io rimango una rockstar, ho lavorato e vissuto per esserlo e nessuno potrà mai negarlo». In effetti, dall'alto dei 170 milioni di sterline del suo patrimonio privato (secondo il Sunday Times), è uno dei pochi che possa davvero raccontare cosa sia successo a quel manipolo di ragazzi scatenati che, partendo da Londra, cambiarono per sempre la musica leggera. A suon di brani. E di anticonformismo. In fondo, è stato lo stesso Rod the Mod a fare il proprio identikit migliore. Poche parole. Ma efficaci. Quando la Regina gli conferì il titolo di Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico a Buckingham Palace, lui ha commentato: «È meraviglioso, siamo l'unico paese al mondo a onorare l'uomo comune». Per la verità, oggi Rod Stewart è tutto tranne che uomo comune. La sua villa a Epping, nell'Essex, è favolosa. Nel 2007 ha sposato all'Abbazia della Cervara di Portofino la modella Penny Lancaster, di 26 anni più giovane, che gli ha dato gli ultimi due dei suoi otto figli. «Ora sono loro a farmi capire come va la nuova musica. Ascoltano gruppi e cantanti che non ho mai conosciuto e questo mi diverte, oltre a mantenermi molto informato. Mi piacciono? Non sempre». Perciò questo allegro ultrasettantenne oggi è molto più giovane di tanti suoi potenziali nipoti. E pazienza se qualche volta ha sfiorato il kitsch, magari precipitandoci pure con qualche strano taglio di capelli o con qualche brano non all'altezza. Come tante squadre di calcio di Premier League (Stewart è quasi ultras dei Celtic), ci sta qualche stagione meno brillante, quando magari la campagna acquisti (leggasi brani) oppure la strategia scelta (leggasi eccessi vari) portano più sconfitte che vittorie. Però ancora oggi Rod Stewart rimane in quell'Olimpo che magari sembra sempre più etereo e distante ma muove ancora le passioni di chi allora c'era. E di chi non c'era ma ha voglia di vedere l'effetto che fa sul palco una divinità del rock capace di riaccendere le luci di un mondo favoloso e forse perduto.

    Esce Dzeko, entra Sturridge. Un mercato da Premier

    La Stampa (M.De Santis) – Partenze, arrivi, ritardi e anticipi: la rotta tra la Serie A e la Premier League è la più trafficata nei cieli invernali del calciomercato.

    Isola dei Famosi, Mara Venier si lamenta dell'ora tarda: ma la verità è un'altra

    La prima puntata dell'isola dei famosi sta durando davvero tantissimo e Mara Venier sembra dare i primi segni di cedimento. Siamo abbondantemente oltre l'una e la Venier si lamenta con al Marcuzzi : "Alè è l'una de notte", ma la Marcuzzi che non riesce a trattenere le risate le chiede come sta.

    De Rossi salta anche Marassi, Strootman resta in regia

    Il Messaggero – Esperimento riuscito: Kevin Strootman non ha fatto sentire l’assenza di Daniele De Rossi in cabina di regia. L’olandese sembra essere rinato e lo deve a Di Francesco che gli ha cucito addosso – anche per necessità – un nuovo ruolo nel 4-1-4-1 esibito domenica sera a San Siro. Contro l’Inter, Kevin è stato il migliore a centrocampo ed ora si prepara giocare di nuovo davanti alla difesa, al Ferraris (designato Orsato l’arbitro della gara non disputata lo scorso 9 settembre), in una gara determinante per il quarto posto. « Se gioco così non aiuto nessuno» ha detto Kevin dopo la sconfitta contro l’ Atalanta all’Olimpico, imbestialito con se stesso a tal punto da pensare all’addio e ricominciare in un altro club (magari in Premier), lontano da Roma e dai problemi. Dopo la sosta invernale, però, Strootman è tornato rigenerato ed Eusebio, oltre a lavorarci tatticamente, ha intrapreso con lui un percorso di rigenerazione mentale. De Rossi è bloccato a causa del problema al polpaccio, anche ieri a Settimo Milanese ha svolto lavoro differenziato e a Genova invece di sedere in tribuna accanto a Totti, probabilmente riuscirà ad andare in panchina. A dettare i tempi della squadra, allora, ci penserà di nuovo Kevin chiamato a confermarsi dando sicurezze ad un ambiente che ne ha un disperato bisogno. EUROGOL DI PATRIK – Con Dzeko in partenza per Londra, Schick scalpita e punta a prendersi il posto al centro dell’attacco. Selfie, autografi e sorrisi con i tifosi della Roma di Milano e provincia (circa una cinquantina, saranno mille domani a Marassi) dopo l’allenamento al centro sportivo Sedriano, poi un gol da applausi durante la seduta: palla sul lato destro dell’area di rigore e gol di sinistro a scavalcare il portiere. Un antipasto di quello che potrebbe fare il ceco una volta sbloccato mentalmente, e chissà se la partenza di Dzeko non sia un primo passo per prendersi la Roma all’alba dei sui 23 anni. La formazione anti-Sampdoria potrebbe subire qualche cambiamento rispetto a quella schierata contro l’Inter: Gerson, sostituito al 69’ per crampi, dovrebbe farcela, così come El Shaarawy. Il grande dubbio risiede in attacco: se la Roma non avrà ancora completato la cessione di Dzeko, l’allenatore lo vorrà...

    Accadde nel rock, oggi 23 gennaio: Riz Ortolani, Cheap Trick, Django Rheinardt, Danny Federici, Rock and Roll Hall of Fame

    23 gen 2018 - 2014: Muore il compositore Riziero "Riz" Ortolani, autore di colonne sonore. Era nato a Pesaro il 25 marzo 1926.

    Il recupero: Quagliarella ci prova

    Corriere dello Sport (C.Baffico) – Dubbio Quagliarella, ogni allenamento è quello buono per capire se potrà rendersi disponibile contro la Roma. Magari con la doppia indicazione, visto che l’avversario sarà lo stesso anche domenica. Dopo l’ultimo exploit, piccolo imprevisto: la Sampdoria sfrutterà a pieno i momenti prepartita, lavorando a Bogliasco anche domani mattina. Solo allora Giampaolo potrà sciogliere le riserve sul bomber che ha appena tirato fuori una tripletta contro la Fiorentina. Alla ripresa, comunque, Quagliarella c’era: va verso una convocazione per il recupero di Marassi, dopo i problemi al essore. Il resto è nelle mani della condizione fisica. Mister 123 gol in serie A sta cavalcando l’onda – ha segnato sette volte nelle recenti sei partite – mentre la Samp si porta dietro gli ultimi due precedenti casalinghi con la Roma che le hanno sempre detto bene in fatto di vittorie.

    Fabrizio De André: il film biografico ‘Principe Libero’ oggi e domani al cinema

    “Principe Libero”, il film biografico sulla vita del cantautore genovese, arriva nei cinema oggi e domani, 23 e 24 gennaio. “Principe Libero” racconta la vita di Fabrizio De André: dall’infanzia ai capolavori della maturità, passando attraverso il racconto accurato degli anni di Genova, del rapporto con la famiglia e dell’apprendistato formativo svolto nei caruggi della città, contornato da amici vicini come Paolo Villaggio – sarà lui a coniare per De André il soprannome con cui è tuttora noto, Faber – e delicatamente più distanti, come Luigi Tenco. Seguono i primi successi – Mina che porta in televisione la sua “Canzone di Marinella” –, le prime timide esibizioni dal vivo, l’incontro con Dori Ghezzi, la vita da agricoltore in Sardegna fino alle drammatiche pagine del rapimento e al successivo ritorno sulle scene.

    I giallorossi lavorano blindati. Edin e il Ninja i più acclamati

    Corriere dello Sport (R.Maida) – Giusto fuori dal cancello c’è un contenitore che sembra stato messo lì apposta: raccoglie le pile scariche. Chissà se avrà potuto assorbire le tossine della Roma, resiliente ma non ancora resistente, nella sua rincorsa verso il divano a quattro posti della Champions League. Il centro sportivo, transennato fin oltre le mura per scoraggiare gli arrampicatori che avevano curiosato durante la rifinitura di domenica mattina, è quello del Sedriano, la squadretta locale che gioca nella prima categoria lombarda. Siamo a ovest di Milano, a un quarto d’ora di pullman da San Siro e a dieci minuti dall’ albergo di Cornaredo che la società ha individuato per il breve ritiro di preparazione al recupero contro la Sampdoria. LOCATION – Tutto è sobrio, hotel incluso. Caseggiati insignificanti, un ristorante giapponese, un negozio di autoricambi. Poi entri in un vicolo e sei al campo. E’ lontana l’urbe con gli odori del calciomercato. Questa è terra di contadini, dove hanno costruito anche un monumento al Seminatore, e di controversie politiche: nel 2013 hanno sciolto la giunta comunale per infiltrazioni della ‘ndrangheta.

    Rock’n’Roll Hall of Fame: i primi dieci artisti ammessi a farne parte

    Il 23 gennaio del 1986 si è tenuta la prima serata di gala per la cerimonia di ammissione alla Rock’n’Roll Hall of Fame. La Rock and Roll Hall of Fame, che si trova a Cleveland, in Ohio, USA, certifica e archivia la storia degli artisti rock più noti e più influenti, ma anche quella di produttori, tecnici del suono, discografici, e altri professionisti che hanno esercitato un impatto duraturo sulla storia del rock. E’ stato Ahmet Ertegun, allora a capo della Atlantic, a fondare la Rock’n’Roll Hall of Fame, il 20 aprile del 1983. La sede permanente di Cleveland è stata istituita nel 1986. E da quell’anno, ogni anno una speciale commissione decide quali sono gli artisti meritevoli di essere “inducted” – cioè “ammessi” – a questo club esclusivo.

    E Schick si scalda

    Corriere della Sera (R.Maida) – Un controllo di palla accurato, un sinistro a giro fulminante. Signore e signori, ecco a voi Patrik Schick. Nelle ore calde del trasferimento di Dzeko al Chelsea, la Roma ha diffuso attraverso i propri canali social il video del gol segnato dal delfino ceco in allenamento, ieri mattina, sotto lo sguardo compiaciuto di una cinquantina di ospiti del Sedriano, la squadra locale che gioca nella Prima Categoria lombarda. Schick, che di Dzeko dovrà raccogliere un’eredità pesante e improvvisa, ha lavorato intensamente nella partitina riservata ai giocatori che non avevano cominciato il match di San Siro, dimostrando di essere motivato a dovere in vista della sfida al suo recente passato, domani a Marassi contro la Sampdoria. SPERANZA – E’ uno dei dubbi di Eusebio Di Francesco, che dipende essenzialmente dal mercato. Schick sarebbe promosso titolare dalla partenza immediata di Dzeko. Ma c’è un altro problema in vista del recupero di Genova, che riguarda la condizione di Daniele De Rossi. Il polpaccio non migliora e non gli ha consentito di allenarsi, dopo il forfait obbligato per Inter-Roma. E’ probabile quindi che De Rossi venga esentato anche dalla seconda fatica del trittico settimanale, per poi essere rilanciato domenica all’Olimpico ancora con la Sampdoria. Domani, salvo miracoli, sarà ancora Strootman a giocare da playmaker, in un centrocampo ridotto ai minimi termini con Pellegrini e Nainggolan confermati dal primo minuto.

    Sul botteghino sventola la bandiera tricolore

    Maurizio Acerbi Incredibile, ma vero. L'Italia piazza tre suoi registi sul podio, fatto del quale si era persa traccia negli annali. Un colpo di reni non da poco, dopo tutte le analisi distruttive, spesso fatte da chi non mastica nulla di cinema, che abbiamo letto nei giorni scorsi. Ci si è messo anche «l'autorevole» The Guardian a spiegarci l'origine di tutti i mali della nostra cinematografia. Indovinate il colpevole? Ovviamente, Silvio Berlusconi. Avete letto bene. Il crollo degli incassi dello scorso anno è colpa, secondo loro, del Cavaliere. In base a quale teoria? Che negli anni '90, la salita al governo del leader di Forza Italia spinse le produzioni a fare film come se fossero destinati alla televisione. Da qui, il declino. Bizzarra convinzione. E pazienza se, da allora, abbiamo vinto un Oscar con La grande bellezza (di Medusa) e se, nel 2015, i dati italiani, grazie a Zalone, siano andati benissimo. Tra un po', gli attribuiranno anche la colpa del calo della vendita di popcorn. Intanto, comanda ancora Verdone che con Benedetta Follia ha già abbondantemente superato i 6 milioni di incasso. Migliore uscita, del fine settimana, è stata Il vegetale, con Rovazzi, capace di raccogliere, dopo una partenza al rallentatore, 1.447.353 euro. In pratica, ennesima sfida vinta dalla Disney. Molto buono anche il debutto di Virzì con il poetico Ella & John, terzo con 1.225.203 euro. Insomma, il tricolore sventola alto, con in più la ciliegina degli 8.827.230 euro di Come un gatto in tangenziale. Tra le novità straniere, il bellissimo L'ora più buia ha chiuso quarto (1.194.382 euro) mentre l'horror Insidious 4 è sesto con il ragguardevole incasso di 744.953 euro.

    Dzeko, profumo di Londra

    Il Messaggero (U.Trani) – La fumata bianca c’è, pure se ancora non si vede: Dzeko va a Londra da Conte proprio come Emerson. Trovato l’accordo tra il Chelsea e la Roma:50 milioni (30 per l’attaccante e 20 per il difensore) più 10 di bonus. E se Pallotta ringrazia Monchi per i 38 milioni di plusvalenze, Di Francesco si ritrova a metà stagione senza il centravanti titolare e il terzino sinistro di scorta. A Marassi, domani sera contro la Sampdoria, ripartirà da Schick. Ma presto la rosa giallorossa accoglierà il sostituto del bosniaco. Non nel ruolo. L’obiettivo è l’esterno offensivo che il tecnico chiede dall’estate scorsa. La lista è lunga. Di possibili rinforzi e inquietanti interrogativi. LUNGA ATTESA – Edin, intanto, si è comportato da romanista fino in fondo, presentandosi in pubblico ancora con la tuta del club giallorosso, seguendo i compagni a Settimo Milanese per l’allenamento di giornata, sedendosi a tavola con i compagni, nell’hotel di Cornaredo, a colazione, pranzo e cena. E’ presente fisicamente in ritiro, ma è come se fosse già a Londra. Dove si è spostato il suo procuratore Irfan Redzepagic per trattare con i dirigenti del Chelsea. Il centravanti, raggiunto in albergo dall’ intermediario Martina e dalla sorella, si era inizialmente irrigidito sulla durata del contratto. Avrebbe voluto un prolungamento biennale per arrivare al 2022 con i Blues (il rapporto con la società di Pallotta scade il 30 giugno del 2020). Abramovich, facendo uno strappo alla sua regola (chi ha più di 30 anni, viene vincolato solo per 1 stagione, con l’opzione per la successiva), lo ha parzialmente accontentato: 1 anno...

    Un ninja solo al comando

    Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Il sole riscalda l’aria fredda e scioglie la brina. La Roma ha scelto di restare a pochi chilometri dallo stadio di San Siro, nel parco agricolo di Milano Sud. Lontano dalle pressioni della Capitale, dopo il pareggio di San Siro, che lascia in piedi tutti i dubbi attuali sulla squadra giallorossa. Nainggolan è stato l’ultimo a salire sul pullman al termine dell’allenamento al campo di Sedriano, a pochi chilometri dall’albergo. Ha corso per non farsi aspettare, è rimasto fino all’ultimo sul campo. Prepara già la prossima sfida contro la Samp. Con l’impegno di sempre. RESTA – Di Francesco, subito dopo il pareggio contro l’Inter, ancora amareggiato per non essere riuscito a chiudere la partita e per non aver avuto soluzioni all’altezza per i cambi nel secondo tempo, ha parlato del futuro di Nainggolan e praticamente lo ha tolto dal mercato. Di Francesco è stato chiaro: « Nainggolan non andrà all’estero, rimarrà con noi. Tatticamente mi ha soddisfatto, è un ottimo giocatore». La sua determinazione è arrivata dopo un aggiornamento sul mercato con Monchi. Nainggolan resta un punto fermo della Roma. I dirigenti, d’accordo con l’allenatore, hanno deciso di non cedere il centrocampista, anche se, dopo il video di Capodanno, Radja di fatto era stato messo sul mercato. La Roma si affida a lui per ripartire. Il belga ha dimostrato anche giocando da attaccante esterno di non tirarsi mai indietro e di essere sempre tra i migliori in campo. Adesso darà...

    Senza benzina. Roma, fiato corto: ma forse il peggio sta passando

    Corriere dello Sport (R.Maida) – Testa o croce, testa o gambe. E’ sempre nel mezzo che sta la verità ma forse, dopo il secondo tempo di Inter-Roma, è venuto a galla il problema: la condizione atletica generale non è buona, visto che « la squadra è calata fisicamente» come ha riconosciuto Di Francesco, e offusca i pensieri dei calciatori che si intimidiscono e commettono errori dovuti alla scarsa lucidità. La sensazione è che il cortocircuito parta insomma dai muscoli fino a raggiungere il cervello, non il contrario. SUSSURRI – Al di là delle dichiarazioni ufficiali, come quella di Alisson che sostiene di aver sentito dai compagni che « si doveva correre di più», e dei crampi di El Shaarawy e Gerson che da soli offrono uno spunto di riflessione, sono diverse le voci dello spogliatoio che sottolineano una fase di scarsa brillantezza generale. E tutto ha una spiegazione. Di Francesco anche con il Sassuolo viveva momenti di appannamento a cavallo tra dicembre e gennaio per poi ripartire di slancio e ricominciare la seconda parte della stagione a ritmi altissimi. Magari accadrà anche con la Roma, visto che il suo staff ha studiato un programma di lavoro pesante al ritorno dalle vacanze, nel tentativo di consentire ai giocatori di affrontare senza problemi il duro ciclo di partite che li attendono. Aspettando la ristrutturazione del settore atletico che verrà discussa a maggio, la speranza è che il peggio stia passando.

    Giappone: accelera l'economia giapponese nel mese di novembre

    (Teleborsa) - Accelera l'economia giapponese nel mese di novembre. Lo conferma l'indice dell'attività complessiva che sale dell'1% dopo il +0,3% registrato a ottobre. Il dato comunicato dal Ministero dell'economia e dell'industria, è superiore alle attese degli analisti che avevano previsto un incremento dello 0,8%.

    Che fascino queste 50enni

    Anche se gli anni avanzano lo charme sembra non arretrare di un passo. E a dimostrarlo è il loro continuo successo: superati gli 'anta' le celeb sono più attraenti che mai

    Isole Cook: tutte le delizie della Polinesia

    Lontana dai percorsi turistici più convenzionali, la Polinesia neozelandese rappresenta la fuga romantica perfetta: abbaglianti spiagge bianche, palme da cocco, barriere coralline ed acque color turchese. A spasso per la Regina delle isole - Rarotonga, isola principale dell’Arcipelago, è ammaliante per la straordinaria bellezza dei suoi profili frastagliati, al riflesso lucido delle palme, all’incredibile laguna turchese, al profumo dei fiori che pervade l’aria e al sorriso contagioso dei suoi abitanti. Siamo nella Polinesia meno conosciuta, di lingua inglese e cultura mista, maori e neozelandese, una Polinesia autentica, ma con tutti i comfort moderni. Tra le caratteristiche più sorprendenti dell’isola, le maestose montagne color smeraldo, coperte da lussureggianti foreste che si possono attraversare a piedi sino a raggiungere cascate, radure e fiumi in cui tuffarvi per un bagno refrigerante.

    Tante nuove immagini per i personaggi di My Hero Academia One's Justice

    Bandai Namco Entertainment ha pubblicato tanti screenshot per i personaggi di My Hero Academia One's Justice. Come vi abbiamo segnalato sulle pagine di Everyeye, quest'oggi Bandai Namco Entertainment ha annunciato che All Might entrerà a far parte del roster di My Hero Academia One's Justice. Adesso possiamo osservarlo all'opera grazie a una serie di screenshot condivisi dal publisher. Prosegui la lettura

    Indian Scout FTR 750: la preferita dai privati per il Flat Track AMA 2018

    Saranno sei i piloti privati che quest’anno correranno il campionato AMA di flat track con la Indian Scout FTR 750. La Indian ha vinto nel 2017 il campionato costruttori, mettendo ai primi tre posti della classifica Jared Mees, Bryan Smith e Brad Baker.   Tra i sei piloti privati 2018 ci saranno: Kenny Coolbeth Jr, tre […] L'articolo Indian Scout FTR 750: la preferita dai privati per il Flat Track AMA 2018 sembra essere il primo su Super Moto Tecnica.

    Giacomo Grosso, ritrattista di compassate eleganze

    Gli studi giovanili e i famosi ritratti di signore dalle pose eleganti e dai bagliori di gioielli su sete splendenti; il ritratto di Re Umberto I e quelli di nobildonne fulgenti;...

    WhatsApp, non c’è pace per gli utenti: ecco l’ultima truffa!

    WhatsApp continua ad essere la meta preferita di hacker e truffatori che, ormai con pochissima fantasia, tentano di raggirare la fascia d’utenza più sprovveduta. (...)Continua a leggere WhatsApp, non c’è pace per gli utenti: ecco l’ultima truffa! su Androidiani.Com © nicopetilli for Androidiani.com, 2018. Permalink. Tags del post: truffa, truffe, whatsapp.

    Si avvicina un asteroide grande come un grattacielo. Nasa: ''Nessun rischio''

    QUATTRO milioni e duecentomila chilometri. Possono sembrare tanti pensando alle distanze a cui siamo abituati sul nostro pianeta, ma in termini astronomici sono pochissimi: appena 0,02 Ua (unità astronomiche), un cinquantesimo dello spazio che separa il Sole dalla Terra. Ed è per questo che l'asteroide 2002 AJ129 è finito sotto i riflettori: il prossimo 4 febbraio "sfiorerà" infatti il nostro pianeta, intersecando la nostra orbita a circa 107mila chilometri al secondo e poco più di quattro milioni di chilometri di distanza. E se le chance di un impatto sono praticamente nulle, sarà abbastanza vicino da renderlo un sorvegliato speciale. Uno di quegli asteroidi che, semmai in un futuro rendezvous dovessero avvicinarsi ulteriormente, potrebbero rappresentare un serio pericolo. Con un diametro stimato tra i 500 metri e 1,2 chilometri, le dimensioni di 2002 AJ129 superano infatti quelle del più grande edificio mai costruito dall’uomo, e sono sufficienti per provocare enormi danni se mai dovesse entrare in contatto con l'atmosfera terrestre. È per questo che la Nasa lo ha classificato tra i "potenzialmente pericolosi", una lista di oggetti celesti sotto stretta osservazione perché potrebbero rappresentare un rischio nell'arco del prossimo secolo. Un'eventualità remota, è bene ricordarlo, ma che (anche grazie al nome scelto dalla Nasa per questa classe di oggetti celesti) non manca di scatenare l’immaginazione degli internauti ad ogni nuovo passaggio ravvicinato. E infatti anche in questa occasione l'agenzia spaziale americana è stata costretta a smentire i pericoli via Twitter:

    Alzheimer, l'ansia è un possibile sintomo: maggior accumulo di una tossina nel cervello

    L'ansia nell'anziano potrebbe essere un primissimo sintomo di Alzheimer, che si manifesta già anni prima dell'esordio della demenza, ovvero ben prima della comparsa di...

    Dal Piemonte, il Birraio dell'anno 2017: a Firenze trionfa Josif Vezzoli di Birra Elvo. Premio Emergente per Ritual Lab

    Il più prestigioso premio dedicato alla birra artigianale italiana, ma soprattutto all'impegno costante dei mastri birrai, quest'anno incorona la provincia di Biella, e il lavoro sulle basse fermentazioni di Birra Elvo. Premio Emergente a Giovanni Faenza, di Ritual Lab, in rappresentanza della scena romana.    Un premio per il birraio dell'anno Bisogna spingersi in provincia di Biella, a Graglia, per trovare il birraio più bravo d'Italia. È quanto ha sancito, solo poche ore fa, il più atteso premio birrario italiano, di scena come ogni anno all'ObiHall di Firenze (l'organizzazione è affidata al network Fermento Birra, guidato da Nicola Utzeri). La nona edizione della manifestazione, dal 19 al 21 gennaio, ha riunito in città 25 tra i migliori birrifici della Penisola, selezionati da 100 esperti che durante l'anno tastano il polso di un settore – quello della birra artigianale – che non sembra conoscere crisi, dimostrando di poter competere ad alti livelli, a dunque sempre più appetibile pure per le grandi multinazionali del settore. Ma questo, per chi difende l'artigianalità brassicola e teme per la sua incolumità, è probabilmente l'aspetto meno edificante della vicenda. Sono invece l'originalità e la personalità dei singoli mastri birrai, e delle piccole (a volte piccolissime) realtà diffuse da Nord a Sud della Penisola le qualità che il premio ideato da Utzeri si prefigge di valorizzare con la collaborazione di degustatori, publican, giornalisti e operatori del settore, rinnovando annualmente l'appuntamento con quello che è diventato “una sorta di Pallone d'oro della birra”. “A differenza di molti concorsi” ci spiegava alla vigilia dell'edizione 2017 Utzeri “qui non si intende valutare la bontà di una birra in un preciso momento, ma la bravura tecnica del birraio, la sua filosofia, la costanza qualitativa dei prodotti valutata nell'arco di un anno intero”.   Birra Elvo e le basse fermentazioni E allora sul primo gradino del podio sale Josif Vezzoli, del birrificio piemontese Birra Elvo. Una sorpresa, ma non troppo, per chi segue da vicino il settore. Indubbiamente una realtà che negli ultimi anni ha dimostrato di lavorare con costanza, e qualità, specie sulle basse fermentazioni di tradizione tedesca (grazie pure alla qualità dell'acqua, ingrediente di peso quando si parla di birra, in arrivo dalle montagne piemontesi e incredibilmente leggera). Ma di certo non la favorita dei pronostici, con ExtraOmnes (terza con Luigi d'Amelio, l'argento invece spetta a Marco Valeriani del birrificio Hammer) in pole position. Di Birra Elvo, che molti considerano un avamposto bavarese ai piedi delle Prealpi biellesi, si sottolinea la capacità di produrre birre di grande bevibilità, che approcciano gli stili tedeschi – Pils, Marzen, Hellerbock e Doppelbock – con grande pulizia e qualità. Per la categoria Emergenti, alla guida di un birrificio da meno di 2 anni, il premio arriva a Formello, alle porte della Capitale, e incorona Giovanni Faenza e il lavoro di Ritual Lab. In questo caso, diversamente dal rigore d'approccio di Birra Elvo, si premia la creatività di un birrificio in ascesa costante, e molto prolifico (e trasversale per quanto riguarda gli stili) sul versante interpretativo. Seguono sul podio delle realtà da tenere d'occhio Stefano Simonelli del birrificio Vetra di Caronno Petrusella (Varese, come ExtraOmnes) e Riccardo Di Profio, del birrificio romano Rebel's. E così la festa della birra italiana, che ha offerto al pubblico la possibilità di assaggiara 150 etichette in arrivo dai migliori birrifici nazionali, si congeda fino al 2019, in vista del decimo anniversario del premio.     Birraio dell'anno 2017, la top 10. 1°Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI) 2° Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa D’Adda (BG) 3° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA) 4° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR) 5° Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO) 6° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO) 7° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC) 8° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC) 9° Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria 10° Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO)   Birraio Emergente 2017. 1° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM) 2° Stefano Simonelli del birrificio Vetra di Caronno Pertusella (VA) 3° Riccardo Di Profio del birrificio Rebel’s di Roma 4° Marco Gianino del birrificio Yblon di Ragusa 5° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)   a cura di Livia Montagnoli.

    50 sfumature di colore per il bagno

    Il bianco è la scelta più tradizionale. Ma anche la più scontata e quindi quella che annoia chi cerca qualcosa di nuovo. Se per ... L'articolo 50 sfumature di colore per il bagno sembra essere il primo su Living.